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VI edizione | 13 luglio-5 settembre 2010
"Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Bisogna ricominciare il viaggio, sempre."
José Saramago
"La paura alza i muri" è scritto su una casa di Gerusalemme.
Il mondo è ancora pieno di muri.
Recinti eretti contro ispanici, palestinesi, rom, sahariani e africani tutti. Barriere e frontiere. Tangibili e mentali.
Il "mondo della libertà" innalza cancelli invalicabili ovunque.
Ma ancora più pericolosi sono i muri interiori costruiti contro i diversi, contro gli altri, i muri che emarginano il disagio.
Il muro dell’incomunicabilità nell’epoca della comunicazione totale.
Le tracce che caratterizzano il sesto giro d’orizzonte di Orientoccidente cercano il filo sottile dove alberga il diritto umano a scavalcarle e distruggerle, le barriere. A liberarsi.
Chi ci salverà? La memoria e un viaggio che non deve fermarsi mai.
La parola e la narrazione. Forse la musica.
Il poeta tedesco Hans Magnus Enzensberger (noto anche per essere curiosamente citato in “Caro Diario” di Nanni Moretti come modello di intellettuale che rifiuta di assoggettarsi al mezzo televisivo) ebbe a scrivere: “Quanto più un paese costruisce barriere per ‘difendere i propri valori’, tanto meno valori avrà da difendere”.
"Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Bisogna ricominciare il viaggio, sempre."
José Saramago
"La paura alza i muri" è scritto su una casa di Gerusalemme.
Il mondo è ancora pieno di muri.
Recinti eretti contro ispanici, palestinesi, rom, sahariani e africani tutti. Barriere e frontiere. Tangibili e mentali.
Il "mondo della libertà" innalza cancelli invalicabili ovunque.
Ma ancora più pericolosi sono i muri interiori costruiti contro i diversi, contro gli altri, i muri che emarginano il disagio.
Il muro dell’incomunicabilità nell’epoca della comunicazione totale.
Le tracce che caratterizzano il sesto giro d’orizzonte di Orientoccidente cercano il filo sottile dove alberga il diritto umano a scavalcarle e distruggerle, le barriere. A liberarsi.
Chi ci salverà? La memoria e un viaggio che non deve fermarsi mai.
La parola e la narrazione. Forse la musica.
Il poeta tedesco Hans Magnus Enzensberger (noto anche per essere curiosamente citato in “Caro Diario” di Nanni Moretti come modello di intellettuale che rifiuta di assoggettarsi al mezzo televisivo) ebbe a scrivere: “Quanto più un paese costruisce barriere per ‘difendere i propri valori’, tanto meno valori avrà da difendere”.



