VIII edizione | 22-31 luglio 2010

SI SALVI CHI FA
Si salvi chi ci mette coraggio e passione, in quello che fa.
Chi non smette di alzare la voce quando riconosce un'ingiustizia.
Si salvi chi investe la propria vita nel proprio lavoro, e si salvi chi lavora bene.
Si salvi una generazione che non può finire schiacciata dai propri padri che stanno ancora ribellandosi ai propri nonni.
Si salvi chi ha sensibilità per la bellezza, chi ha intelligenza per la cultura.
Si salvi il teatro vivo, in Italia, e la danza viva, e la musica viva, non tutto il teatro, non tutta la danza, né tutta la musica.
Si salvino gli artisti, ché abbiamo tanto bisogno di loro, tanto: delle loro rinunce e dei loro sacrifici si nutre la nostra vita. Gli artisti ci servono!
Nel mare agitato dei tagli alla cultura si salvi anche il nostro festival, che quest'anno è stato riempito di complimenti per ogni dove, e per premio è stato decurtato del 25% su un bilancio già magro (ci scusino gli spettatori se dobbiamo tagliare tre giorni di programmazione; e grazie alle compagnie di Kilowatt 2010 che hanno accettato di venire con compensi molto ribassati, per salvare questa edizione del festival).
Si salvino i Visionari, centro del nostro progetto di politica culturale, perché serve un pubblico nuovo, ingegnoso, partecipe, per costruire il teatro del futuro.
Si salvi questo Paese, ché soffre, adesso. Perché se "la crisi" non ne rafforzerà la parte migliore, sarà stata un'occasione perduta.